domenica, 25 marzo 2007

Sesta possibilità – o del Sindacato Comparse

Mi resta impressa l’ultima scena del film, e subito dopo i titoli di coda.
L’inquadratura della città di R., il cielo livido, la donna col vestito a fiori. Il fascino palpabile di certi film francesi.
Un certo desiderio di immedesimazione. 
E ti ricordi quella volta che…?, così ti chiederei.
Se avessi da chiederti, se avessimo da rammentare. 
E tu risponderesti sì, o forse. Reclineresti un poco il capo, lo sguardo verso destra, come si atteggia quando si fa per ricordare.
Fuori c’è ancora il sole, un pomeriggio al cinema da sola non riesce ad ammazzare la giornata.
Mi piacerebbe tornare a casa, trovarti lì e chiederti piccole cose: mi passeresti lo zucchero, per favore?
Cose così, insomma.
Per strada le ragazze hanno sguardi primaverili e gonne larghe.
Vado a memoria nella mia agenda degli appuntamenti: non c’è segnato nulla.
Che sia abbigliata a quadri o a fiori non importa: alla stazione di R. non ci sono mai stata.
Chissà se tu mi hai mai aspettato, se avresti pronunciato il mio nome.
O se nel cielo livido la scena si sarebbe arrestata.
Tagliata.
Alla critica e al mondo rimasta sconosciuta.

Lo ha scritto Flounder alle 09:25