martedì, 27 marzo 2007

Ottava possibilità - o del testimone

Lavoro qui da sempre, nella stazione della città di R.
Sono dunque il più titolato a parlarvi dell’uomo e della donna con l’abito a fiori. Li ho conosciuti, sì.
Li ho visti, fermi sulla banchina, fermi in un abbraccio. Ad annusarsi come due cani smarriti.
Stretti tra loro come un’asola e un bottone.
Incerti, prima di riconoscersi.
Come dite?
Volete conoscere le loro parole? i loro indirizzi? le reciproche occupazioni?
Non so dirvi, ma vi assicuro di essere il più titolato a parlarne. Del resto sono il più anziano, qui. Sono qui da sempre. 
E dunque ho visto quel titubare nel passo, talvolta l’andatura spedita.
Indecisi e attenti.
Confusi e immobili.
La posa del fianco, l’aria corrucciata.
Potrei mimarne i passi, i gesti. Persino l’assenza.
Tornò spesso, lui.
Aspettava per ore, inutilmente.
Una volta mi sono avvicinato, gli ho chiesto: aspetta forse qualcuno?
Mi ha risposto: può darsi.
Lei invece non è mai più tornata.
Del resto sono qui da sempre, avrei riconosciuto il suo abito tra mille.

Lo ha scritto Flounder alle 11:25